giovedì 21 maggio 2009

Considerazioni (e scuse) a palle ferme

È passata quasi una settimana dalla botta pesantissima di spleen nostalgico culminata col post di sfogo del compleanno.

Ci tenevo a precisare alcune cose:
- Sto un po' meglio. Non so se è perché mi sono distratto pensando ad altro, se è perché il tempo è migliorato o se è perché ho trovato un Pensiero Felice cui aggrapparmi per tirare avanti, ma sto meglio.
- Mi sono reso conto che col post del compleanno posso essere sembrato un ingrato, nei confronti di chi ha fatto sacrifici per farmi essere qui, nei confronti di chi li sta facendo accogliendomi qui e nei confronti di chi, qui, vorrebbe esserci.
Di questo mi scuso. Non era mia intenzione lamentarmi di questa opportunità che mi è stata data. Volevo solo lamentarmi di me stesso.
- Vorrei che fosse chiaro, quindi, che le critiche che sono uscite in quel post sono tutte autoreferenziali e non dirette a chi mi circonda. Quando tutto appare sbagliato, spesso, ad essere sbagliato è l'occhio di chi guarda.

Mi sembra quindi doveroso spendere alcune parole per ringraziare i miei genitori che mi hanno permesso di venire qui e coi quali sono stato ingiustamente brusco, riversando su di loro la frustrazione per la delusione di me stesso.
Voglio chiedere scusa a mia madre per la risposta al SMS, in cui ho omesso il corollario più importante e chiedere scusa a mio padre, che ha sempre e costantemente cercato di incoraggiarmi a VIVERE, cosa che purtroppo non ho ancora ben imparato a fare.
Voglio chiedere scusa a tutte le persone che sono qui con me e che in questo tempo che ho speso con loro mi hanno dato tanto. Voglio chiedere scusa a chi mi invidia, per non essere stato in grado di vivere al meglio l'esperienza, facendomi soffocare (come mio solito) dalla routine.

Come giustamente mi veniva fatto notare in un commento al post di qualche giorno fa, di risultati, quest'esperienza, ne sta dando.
In uno dei miei primi post vaticinavo miglioramenti su tutti i campi. Abbagliato dallo spleen del compleanno, ne negavo l'esistenza.
Adesso che quello spleen se n'è un po' andato, voglio provare a guardare la metà del bicchiere mezza piena:
Non ho migliorato il mio inglese più di tanto, ma in parecchi mi hanno detto che parlo un ottimo inglese. Non so di chi sia il merito, se delle insegnati che ho avuto o se della propensione personale per le lingue, ma il fatto di essermi migliorato poco vuol dire che la base era più che buona.
Non ho imparato troppo dal punto di vista veterinario, è vero, ma solamente per colpa mia che non mi so proporre come dovrei. Ho però capito una cosa fondamentale: il lavoro ambulatoriale non è quello che fa per me. Per fortuna la laurea che spero di prendere il prossimo Marzo di sbocchi ne offre parecchi e l'attività ambulatoriale non è l'unica possibile con questo tipo di studi. Come dico agli intervistati che mi chiedono se un domani verrò a lavorare qui negli U.S.A. "Vedremo. Intanto l'obiettivo è laurearsi a Marzo".
Alla mia tesi è servito questo periodo, visto che mi ha fornito un substrato di dati sufficientemente ampio da poter provare a fare uno studio. Probabilmente non ci saranno pubblicazioni in giro sullo studio da me condotto, ma quanto meno quello che mi interessa (ovvero avere dati su cui scrivere la tesi) c'è. Mi paiono pochi perché ne prendo al massimo una dozzina al giorno, ma se poi li riguardo tutti insieme, anche 150 (che ad oggi sono 166) casi, non sono poi così pochi.
Ho avuto l'opportunità di vedere un angolo di mondo diverso, di capire come funzionano le cose oltreoceano, di allargare un po' gli orizzonti. Non tutti hanno (o hanno avuto) un'opportunità simile nella vita...e il fatto che io dia per scontato quello che mi accade non vuol dire che quello che mi accade sia scontato per davvero. Anzi.
E se ho perso due mesi di appelli, ho però guadagnato due mesi di mondo, quasi un paio di migliaia di foto e un quantitativo inestimabile di ricordi ed esperienze. Anche solo i 3 giorni a New York, direttamente catapultato all'interno di "Compagno di sbronze" valgono ampiamente la candela.

Ecco perchè, ancora una volta, mi sento in dovere di scusarmi per aver dato l'impressione di non apprezzare questo periodo, per essermi lasciato andare al mio pessimismo cosmico e per aver parlato male di persone che non mi hanno fatto nulla di male, ma che anzi, mi hanno insegnato molto.

E nuovamente voglio ringraziare i miei, che costantemente cercano di farmi migliorare, che mi hanno sempre supportato e sopportato nei miei momenti difficili...e che mi mancano da matti. Avrei di gran lunga preferito passare il mio compleanno con loro, invece che da solo, chiuso in camera mia a rimuginare sulla mia depressione. Se è vero che quel giorno ho guadagnato in sincerità, bisogna che sincero lo sia anche con me stesso e che ammetta che, anche se mi piace dire in giro che del mio compleanno non mi frega niente, se qualcuno a cui tengo non mi fa gli auguri ci resto male.

E quindi ai miei genitori, a mia sorella e a tutti voi che leggete questo blog vanno i miei più sentiti ringraziamenti.

GRAZIE di essere il mio Pensiero Felice.

1 Commenti:

Anonymous Anonimo ha detto...

Beh...penso che, se il tuo post di sfogo del tuo compleanno è stato un risultato, questo post sia un risultato migliore...un po' come l'home run di quel tipo lì...è bastato giocare la partita dopo per fare il miracolo...Sono sempre più convinta che questi 2 mesi ti stiano servendo veramente. Eri già una bella persona (anche se spesso non riesci a vedere e sentire il buono che c'è in te)e quando tornerai sarai una persona migliore. non vedo l'ora di sentire uscire dalle tue labbra tutti i racconti di quello che ti ha dato questa esperienza che sicuramente ti ha dato tanto.
Ti voglio un gran bene...e anche l'Italia ha nostalgia di te. Ma siammo tutti felici di sapere che stai vivendo un'esperienza così "formativa" sotto ogni aspetto.
Ti abbraccio forte
Sys

22 maggio 2009 23.15  

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