Amerika
Ieri sono stato al Museum of Fine Arts.
Purtroppo ho fatto solo poche foto all'interno (e pure un po' di sgamo) perché non ero sicuro che si potesse. Tipo tre o quattro, non di più.
Bello, decisamente bello e pieno di un saccco di capolavori...ma se non ci vai con qualcuno che un po' di queste cose ne sa, è peggio che andare all'acquario.
Perchè per buona parte dei ritratti, sei tu quello che viene visto dai quadri, diverso eppure uguale a tanti altri prima di te, che ti piazzi davanti a loro, li guardi e cerchi di capire, ma non capisci e c'hai un po' la faccia da muggine.
Me lo sono girato un po' di corsa (e ci ho schiacciato 4 ore) ma l'ho visto pressoché tutto.
Mi sono piaciute parecchio la parte dedicata all'antico egitto e quella delle arti orientali. Ho trovato un po' ostica invece la parte delle arti tribali africane e indonesiane.
Che dire...c'è di tutto, ma proprio di tutto.
Ci trovi anche gli strumenti musicali, c'è una stanza aposita che ne contiene un bel mucchio e poi, in una sala piena di roba settecentesca, trovi un "violino piccolo", costruito da un liutaio italiano, per nulla famoso: Stradivari.
E finalmente ti dici: "Cavolo! Uno Stradivari proprio davanti ai miei occhi! Voglio vederne la perfezione, visto che non è possibile sentirne la voce voglio vedere come è fatto!" e quindi lo guardi attentamente, e noti che all'interno della cassa, sul legno, dalle fenestrature puoi intravedere alcune scritte, probabilmente scritte da Stradivari stesso, qualche secolo fa, riesci a vedere i segni del pennello che lo ha dipinto, noti gli ingranaggi dell'accordatura, ancora perfetti dopo un bel mucchio di anni...e ti accorgi che la prima corda è di nylon come probabilmente le altre tre...
Purtroppo ho fatto solo poche foto all'interno (e pure un po' di sgamo) perché non ero sicuro che si potesse. Tipo tre o quattro, non di più.
Bello, decisamente bello e pieno di un saccco di capolavori...ma se non ci vai con qualcuno che un po' di queste cose ne sa, è peggio che andare all'acquario.
Perchè per buona parte dei ritratti, sei tu quello che viene visto dai quadri, diverso eppure uguale a tanti altri prima di te, che ti piazzi davanti a loro, li guardi e cerchi di capire, ma non capisci e c'hai un po' la faccia da muggine.
Me lo sono girato un po' di corsa (e ci ho schiacciato 4 ore) ma l'ho visto pressoché tutto.
Mi sono piaciute parecchio la parte dedicata all'antico egitto e quella delle arti orientali. Ho trovato un po' ostica invece la parte delle arti tribali africane e indonesiane.
Che dire...c'è di tutto, ma proprio di tutto.
Ci trovi anche gli strumenti musicali, c'è una stanza aposita che ne contiene un bel mucchio e poi, in una sala piena di roba settecentesca, trovi un "violino piccolo", costruito da un liutaio italiano, per nulla famoso: Stradivari.
E finalmente ti dici: "Cavolo! Uno Stradivari proprio davanti ai miei occhi! Voglio vederne la perfezione, visto che non è possibile sentirne la voce voglio vedere come è fatto!" e quindi lo guardi attentamente, e noti che all'interno della cassa, sul legno, dalle fenestrature puoi intravedere alcune scritte, probabilmente scritte da Stradivari stesso, qualche secolo fa, riesci a vedere i segni del pennello che lo ha dipinto, noti gli ingranaggi dell'accordatura, ancora perfetti dopo un bel mucchio di anni...e ti accorgi che la prima corda è di nylon come probabilmente le altre tre...



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