Una giornata senza pretese
Stamattina la sveglia è stata più pesante del solito, sapendo che non sarei mai riuscito ad essere pronto per la partenza di Paul e Devin per la scuola di quest'ultimo e che avrei preso il secondo treno per la clinica, mi sono concesso venti minuti extra sotto le coperte.
Non so se quei venti minuti abbiano contribuito o meno, ma dopo essermi dato una lavata ed essermi vestito mi sono finalmente svegliato ed attivato.
Il viaggio verso la clinica, nella minicooper di Paul, ha contribuito a darmi la sveglia definitiva. Quell'aggeggio ha un'accelerazione della madonna (considerato che dai 160erotti cavalli di serie Paul l'ha pimpata a 215).
Arrivato in clinica mi sono fatto il mio bel giro di aggiornamenti internetici, mail e cose di questo tipo. Phoebie si annoiava da morire, dovendo attendere ad un solo cane in boarding e ha quindi deciso che mi avrebbe tenuto compagnia.
Abbiamo avuto una piacevole lunga conversazione del più e del meno, mentre facevo le mie cose. Ci siamo pure fatti un po' di foto sulla sua macchinetta...devo cominciare a fotografarle pure io, le technitians...ma domani sera mi sa che è meglio.
Si, perché domani sera si va tutti a cena fuori per festeggiare Chantal, che è stata accettata alla facoltà di veterinaria delle Isole Vergini Inglesi e quindi il 22 parte per andare a studiare là. Confido che le technitians si mettano in tiro per l'occasione, anche se purtroppo Kate la biondona non sarà dei nostri.
Comunque, finito coi miei giri informatici me ne sono sceso al piano di sotto, in caccia di proprietari da intervistare.
Purtroppo per me oggi era pieno di cuccioli, quindi non ho fatto grandi progressi.
Sinceramente un po' annoiato non sapevo che fare, ma mi è stata trovata un'utilità. Kaithlin, la technitian sveglia, doveva fare la sua prima castrazione di gatto e aveva bisogno di un coach che le spiegasse come fare. È toccato a me.
Castrare un gatto è, effettivamente, una cosa molto semplice, solo che Kaithlin si è fatta un po' prendere dal panico perché il gatto era veramente piccolo (avrà avuto si e no tre mesi) e i testicoli di conseguenza. Aveva paura di romperlo.
Ad ogni modo, ci siamo messi su questo gatto e le ho spiegato come agire, con lei che sembrava parecchio agitata, ma che ha fatto un lavoro eccellente finché non ha dovuto fare un nodo.
Lei è bravissima a fare suture, ma il nodo su quel funicolo non è stata in grado di farlo. Mi è quindi toccato mettermi i guanti e chiudere quel nodo per lei.
A quel punto siamo passati al secondo testicolo, ho cercato di convincerla ad andare avanti e che ce la poteva fare, ma si è ribloccata allo stesso punto un'altra volta. E alla fine anche il secondo nodo l'ho dovuto fare io. È un peccato, perché secondo me lei sarebbe veramente brava in questo tipo di manualità...
Purtroppo non sono l'insegnante che speravo di essere, non sono sufficientemente bravo a motivare i miei alunni...in compenso sono definitivamente diventato Master of Castration...il prossimo spero sia un intervento a panza aperta, magari la sterilizzazione di una cagna del canile, magari di taglia medio-grande che almeno le manualità sono più semplici.
Il resto della giornata è scorso tranquillo e lento, con qualche altra piccola intervista aggiunta alla mia serie, l'ostacolo dei 50 è stato abbattuto, adesso spero di raggiungere alla svelta il traguardo dei 100 che sarebbe il minimo giro di boa.
Delle interviste pomeridiane mi sono rimaste in testa due padrone: una signora dallo spiccato accento nordeuropeo (non è facile riconoscere gli accenti degli stranieri che parlano inglese, ma dopo i cinesi e gli spagnoli una probabile tedesca mi mancava), proprietaria di Lily (un bassotto a pelo lungo) la quale è innamorata dell'Italia di cui abbiamo a lungo parlato e la proprietaria di Lucy, un Puggle (come qui chiamano l'abominio scaturito dall'incrocio di un Beagle con un Carlino) dagli apparenti venticinque anni o poco più, folta chioma di ricci scuri, contenuta in una coda alta che lasciava intravedere il tatuaggio dietro al collo "A vida boa" e due occhi verdazzurro scintillanti. Il tutto su un figurino niente male. Decisamente la proprietaria con cui ho cercato di tirarla il più per le lunghe possibile, senza purtroppo alcun risultato secondario.
Per il fatto che le associazioni di idee vanno avanti anche per contrasto, tra le altre cose che voglio menzionare di oggi, la più disgustosa è stata trasportare un cagnazzo puzzolente insieme a Ryan, col quale poi abbiamo discusso a lungo nel pomeriggio (tra l'altro devo ancora capire se sentirmi offeso o semplicemente ridermela di gusto: parlando col vitellone pompato è venuto fuori che lui pensava che l'Italia fosse nel terzo mondo...quando è caduto dal pero aveva un'espressione di stupore talmente sincera che sono propenso a pensare che sia solamente un giovane sprovveduto).
Oggi, effettivamente, ero molto più loquace del solito e, quando presto attenzione, adesso capisco il 75% abbondante di quello che viene detto.
Quando non presto attenzione, è perché mi salvaguardo e calo nel mio mondo, coi miei pensieri privati e nascosti e qualsiasi cosa dicano intorno a me non mi disturba, perché non ascoltare una lingua che devi sforzarti per capire, viene più facile che ignorare la lingua che parli abitualmente.
Ed è con questa riflessione molto zen che concludo un post in cui non sapevo cosa scrivere e che si è rivelato invece uno dei più lunghi che abbia finora scritto...
Non so se quei venti minuti abbiano contribuito o meno, ma dopo essermi dato una lavata ed essermi vestito mi sono finalmente svegliato ed attivato.
Il viaggio verso la clinica, nella minicooper di Paul, ha contribuito a darmi la sveglia definitiva. Quell'aggeggio ha un'accelerazione della madonna (considerato che dai 160erotti cavalli di serie Paul l'ha pimpata a 215).
Arrivato in clinica mi sono fatto il mio bel giro di aggiornamenti internetici, mail e cose di questo tipo. Phoebie si annoiava da morire, dovendo attendere ad un solo cane in boarding e ha quindi deciso che mi avrebbe tenuto compagnia.
Abbiamo avuto una piacevole lunga conversazione del più e del meno, mentre facevo le mie cose. Ci siamo pure fatti un po' di foto sulla sua macchinetta...devo cominciare a fotografarle pure io, le technitians...ma domani sera mi sa che è meglio.
Si, perché domani sera si va tutti a cena fuori per festeggiare Chantal, che è stata accettata alla facoltà di veterinaria delle Isole Vergini Inglesi e quindi il 22 parte per andare a studiare là. Confido che le technitians si mettano in tiro per l'occasione, anche se purtroppo Kate la biondona non sarà dei nostri.
Comunque, finito coi miei giri informatici me ne sono sceso al piano di sotto, in caccia di proprietari da intervistare.
Purtroppo per me oggi era pieno di cuccioli, quindi non ho fatto grandi progressi.
Sinceramente un po' annoiato non sapevo che fare, ma mi è stata trovata un'utilità. Kaithlin, la technitian sveglia, doveva fare la sua prima castrazione di gatto e aveva bisogno di un coach che le spiegasse come fare. È toccato a me.
Castrare un gatto è, effettivamente, una cosa molto semplice, solo che Kaithlin si è fatta un po' prendere dal panico perché il gatto era veramente piccolo (avrà avuto si e no tre mesi) e i testicoli di conseguenza. Aveva paura di romperlo.
Ad ogni modo, ci siamo messi su questo gatto e le ho spiegato come agire, con lei che sembrava parecchio agitata, ma che ha fatto un lavoro eccellente finché non ha dovuto fare un nodo.
Lei è bravissima a fare suture, ma il nodo su quel funicolo non è stata in grado di farlo. Mi è quindi toccato mettermi i guanti e chiudere quel nodo per lei.
A quel punto siamo passati al secondo testicolo, ho cercato di convincerla ad andare avanti e che ce la poteva fare, ma si è ribloccata allo stesso punto un'altra volta. E alla fine anche il secondo nodo l'ho dovuto fare io. È un peccato, perché secondo me lei sarebbe veramente brava in questo tipo di manualità...
Purtroppo non sono l'insegnante che speravo di essere, non sono sufficientemente bravo a motivare i miei alunni...in compenso sono definitivamente diventato Master of Castration...il prossimo spero sia un intervento a panza aperta, magari la sterilizzazione di una cagna del canile, magari di taglia medio-grande che almeno le manualità sono più semplici.
Il resto della giornata è scorso tranquillo e lento, con qualche altra piccola intervista aggiunta alla mia serie, l'ostacolo dei 50 è stato abbattuto, adesso spero di raggiungere alla svelta il traguardo dei 100 che sarebbe il minimo giro di boa.
Delle interviste pomeridiane mi sono rimaste in testa due padrone: una signora dallo spiccato accento nordeuropeo (non è facile riconoscere gli accenti degli stranieri che parlano inglese, ma dopo i cinesi e gli spagnoli una probabile tedesca mi mancava), proprietaria di Lily (un bassotto a pelo lungo) la quale è innamorata dell'Italia di cui abbiamo a lungo parlato e la proprietaria di Lucy, un Puggle (come qui chiamano l'abominio scaturito dall'incrocio di un Beagle con un Carlino) dagli apparenti venticinque anni o poco più, folta chioma di ricci scuri, contenuta in una coda alta che lasciava intravedere il tatuaggio dietro al collo "A vida boa" e due occhi verdazzurro scintillanti. Il tutto su un figurino niente male. Decisamente la proprietaria con cui ho cercato di tirarla il più per le lunghe possibile, senza purtroppo alcun risultato secondario.
Per il fatto che le associazioni di idee vanno avanti anche per contrasto, tra le altre cose che voglio menzionare di oggi, la più disgustosa è stata trasportare un cagnazzo puzzolente insieme a Ryan, col quale poi abbiamo discusso a lungo nel pomeriggio (tra l'altro devo ancora capire se sentirmi offeso o semplicemente ridermela di gusto: parlando col vitellone pompato è venuto fuori che lui pensava che l'Italia fosse nel terzo mondo...quando è caduto dal pero aveva un'espressione di stupore talmente sincera che sono propenso a pensare che sia solamente un giovane sprovveduto).
Oggi, effettivamente, ero molto più loquace del solito e, quando presto attenzione, adesso capisco il 75% abbondante di quello che viene detto.
Quando non presto attenzione, è perché mi salvaguardo e calo nel mio mondo, coi miei pensieri privati e nascosti e qualsiasi cosa dicano intorno a me non mi disturba, perché non ascoltare una lingua che devi sforzarti per capire, viene più facile che ignorare la lingua che parli abitualmente.
Ed è con questa riflessione molto zen che concludo un post in cui non sapevo cosa scrivere e che si è rivelato invece uno dei più lunghi che abbia finora scritto...



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