Take the A train
E questo titolo è letterale, visto che il treno della metro più vicino al mio ostello era il treno A.
Stamattina mi son svegliato prima del previsto. Non riuscendo a riprendere sonno ne ho approfittato per fare colazione e riprendere un po' di contatti col mondo.
O meglio, col MIO mondo.
Ho risposto a quattro o cinque mail che mi sono arrivate oggi, la migliore delle quali conteneva gli aggiornamenti sul nipote, che mi diventa ogni giorno più splendido e ho controllato un po' di forums et similia. A quel punto son tornato in camera e senza svegliare Gregg ho fatto baracca e burattini e me ne sono andato. Mi spiace per quell'uomo, mi ha fatto veramente pena...e io non sono certo stato il suo compagno di stanza ideale, visto che non avevo alcun tipo di argomento in comune con lui e non riuscivo a sostenere un minimo di conversazione (un po' anche perché non ne avevo voglia) con cui potesse un po' sfogarsi. L'ho visto proprio come un uomo sperduto.
Spero che riesca a trovare un filo conduttore per la sua vita futura.
Comunque, dopo essermi dato una rinfrescata, riporto chiave e asciugamano alla reception e mi levo dalle scatole.
Nella lista delle cose da fare almeno una volta nella vita, ho finalmente messo la spunta a tante piccole voci.
A quel punto sono andato in Penn Station e ho aspettato il mio treno, dal quale sto scrivendo. Da stasera si torna alla routine di Canton e Milton. Non mi posso dire elettrizzato all'idea, ma è quello che sono venuto a fare qui, quindi va più che bene.
Stamattina mi son svegliato prima del previsto. Non riuscendo a riprendere sonno ne ho approfittato per fare colazione e riprendere un po' di contatti col mondo.
O meglio, col MIO mondo.
Ho risposto a quattro o cinque mail che mi sono arrivate oggi, la migliore delle quali conteneva gli aggiornamenti sul nipote, che mi diventa ogni giorno più splendido e ho controllato un po' di forums et similia. A quel punto son tornato in camera e senza svegliare Gregg ho fatto baracca e burattini e me ne sono andato. Mi spiace per quell'uomo, mi ha fatto veramente pena...e io non sono certo stato il suo compagno di stanza ideale, visto che non avevo alcun tipo di argomento in comune con lui e non riuscivo a sostenere un minimo di conversazione (un po' anche perché non ne avevo voglia) con cui potesse un po' sfogarsi. L'ho visto proprio come un uomo sperduto.
Spero che riesca a trovare un filo conduttore per la sua vita futura.
Comunque, dopo essermi dato una rinfrescata, riporto chiave e asciugamano alla reception e mi levo dalle scatole.
Nella lista delle cose da fare almeno una volta nella vita, ho finalmente messo la spunta a tante piccole voci.
A quel punto sono andato in Penn Station e ho aspettato il mio treno, dal quale sto scrivendo. Da stasera si torna alla routine di Canton e Milton. Non mi posso dire elettrizzato all'idea, ma è quello che sono venuto a fare qui, quindi va più che bene.



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