Sunny Sunday
Domenica è un giorno sacro.
E qui si fa di tutto per santificarlo.
Stamattina ci siamo svegliati presto e siamo andati a giocare ai campi da tennis vicino al campo da baseball dove Devin avrebbe dovuto avere i trials.
Tirava vento, quindi il livello tecnico non è stato eccelso, ma alla fine mi sono mosso ed è stato qualcosa di positivo.
Purtroppo non ho potuto vedere Devin all'opera, non so per quale ragione non ci sono state le selezioni, ma alla fine è riuscito comunque a fare qualche lancio.
Prima di andare ai campetti siamo passati al volo in clinica a dare un'occhiata ai degenti.
Ci sono in particolare due casi di interesse, la gatta investita e Morgan.
Morgan è un gatto, ad occhio e croce sembra un Norvegese delle Foreste, ma potrebbe anche essere solo tragicamente grasso. Pesa una decina di chili e respira male. Si suppone che abbia problemi cardiaci, ma non è ancora stato possibile fare diagnosi. La situazione è questa: il gatto si stressa da morire ad andare in macchina, ha precedenti di problemi di circolazione, 13 anni e la notevole sfiga che l'ecografista è in vacanza e il collega pieno di lavoro.
Quindi stiamo aspettando giovedì per fare una diagnosi, perché non lo possiamo portare in giro o rischia un coccolone e con le sole radiografie non si vede granché il cuore. Anche solo provare a sedarlo per trasportarlo in un posto dove potrebbero fargli l'eco potrebbe essergli fatale. Non è una bella situazione.
Comunque, dopo il giro in clinica, il tennis controvento in un campetto pubblico che farebbe invidia a qualche struttura privata in Italia e un giretto in questa specie di fast food che ha solo ciambelle e caffè, siamo tornati a casa dove ho fatto la mia prima lavatrice americana. Come tutte le cose qui, tutto è enorme: la lavatrice ha un cestello che potrebbe tenere me dentro.
Mentre mi stavo organizzando per farmi una doccia, Kristin parte per andare a prendere il treno per Cohasset una cittadina sull'oceano dove deve gareggiare in una corsa da 10 Km.
Sfiga vuole che sbaglia stazione e quindi siamo dovuti partire in tutte fretta per portarla in macchina.
Ho fatto un sacco di foto di case tipicamente New England e ho visto dei posti fantastici, quasi tutti documentati. Abbiamo lasciato Kristin sul posto della gara e mio cugino e Devin mi hanno portato nelle cittadine vicine per farmi vedere la zona.
È incredibile come in meno di un chilometro i centri urbani possano cambiare stile così radicalmente. Dalla cittadina signorile si passa a quella popolare e tutto cambia. Le case enormi, con giardini ampi e ben curati nel giro di un attimo lasciano il posto a file di case ammassate, con uno spazio esterno in cui possono starci si e no un paio di macchine parcheggiate, pali della luce con cavi ovunque e cose del genere.
Comunque il giro è stato molto pittoresco e nel giro di una mezzora abbiamo raggiunto la nostra meta, dove sono finalmente sceso di macchina, ho fatto una panoramica dell'oceano dalla spiaggia e ho toccato l'acqua oceanica. Che è gelida.
Ci siamo fermati, nell'attesa che Kristin finisse la corsa, in un barrettino sulla spiaggia.
Mi rammarico di non averlo fotografato perché meritava veramente.
Comunque, dopo poco siamo tornati a prendere la nostra dama e ci siamo rifatti un giro della zona.
Alla fine siamo andati a fermarci ad un Mall, dove ho visto il mio primo MacStore (gli iPhone da 16 giga qui stanno a 299 dollari e quelli da 8 giga a 100 dollari in meno) e dove ho comprato una guida di Boston, che spero di usare prossimamente.
Ci siamo fatti un po' di giratine e siamo finiti a mangiare in questo bistro-bar. Alle 4.30 del pomeriggio.
Le abitudini alimentari di questa famiglia sono decisamente particolari. Fanno colazione con quello che capita, generalmente un mezzo spuntino alle 11 del mattino, niente pranzo e cena prima delle 6 del pomeriggio. Faccio fatica ad abituarmici...comunque, tornando al pomeriggio...
Ci siamo seduti al tavolo, il cameriere era molto cordiale e il cibo molto buono, ma il servizio ha lasciato a desiderare.
Dopo che ci son stati portati i piatti il cameriere è sparito e mio cugino e Kristin avevano bisogno di sale e pepe. Hanno aspettato un po', fin quando non si sono un po' scocciati e abbiamo iniziato a lamentarci del fatto che il cameriere si fosse dato alla macchia. A quel punto sono state prese drastiche misure e mio cugino ha telefonato da dove era seduto alla reception del ristorante chiedendo di un cameriere che ci servisse.
Non vorrei mai che mi venisse fatta una cosa del genere, se fossi il gestore di un locale, ma dal lato nostro è stata una delle scene più divertenti cui abbia assistito.
Ci siamo fatti fare il nostro sacchettino di leftovers, cosa che a quanto ho capito è piuttosto frequente da queste parti, e ce ne siamo andati ancora sogghignando per la gag di mio cugino.
Tornando a casa riceviamo una telefonata dall'ospedale, dove ci avvertono che Morgan non sta affatto bene e respira con la bocca aperta (se il vostro gatto respira a bocca aperta come un cane, sappiate che non va affatto bene!).
Quindi Kristin, non appena arrivati a casa, riparte immediatamente verso la clinica e io la seguo.
Siccome Morgan mi ricorda il suo omonimo famoso in Italia, voglio seguire il caso.
Quando arriviamo il gatto ha appena subito una pera di Lasix per diminuire un po' i fluidi circolanti ed è sotto ossigeno. Lo monitoriamo una mezzora e pare migliorare, ma ci sono alcune cose che non ci tornano: le urine non vanno bene e hanno qualcosa di rossastro, il lattulosio che abbiamo provato a dargli per ammorbidirgli l'evacuazione è stato rigurgitato con delle emazie per niente simpatiche e il fatto che non si possa far altro che aspettare un'eco per una diagnosi è una cosa piuttosto frustrante.
Tornando a casa ho provato a fare un po' di brainstorming con Kristin, ma non ne abbiamo ancora cavato un ragno dal buco.
Mi son fatto due chiacchiere con Devin e poi mi son guardato Nacho Libre con Paul e Kristin prima di venire a letto a scrivere 'sta roba.
É stata proprio una bella domenica!
PS: Putroppo Morgan ha deciso di andare a dormire (per usare l'espressione che usano da queste parti). Sono molto dispiaciuto per lui e per il proprietario.
E qui si fa di tutto per santificarlo.
Stamattina ci siamo svegliati presto e siamo andati a giocare ai campi da tennis vicino al campo da baseball dove Devin avrebbe dovuto avere i trials.
Tirava vento, quindi il livello tecnico non è stato eccelso, ma alla fine mi sono mosso ed è stato qualcosa di positivo.
Purtroppo non ho potuto vedere Devin all'opera, non so per quale ragione non ci sono state le selezioni, ma alla fine è riuscito comunque a fare qualche lancio.
Prima di andare ai campetti siamo passati al volo in clinica a dare un'occhiata ai degenti.
Ci sono in particolare due casi di interesse, la gatta investita e Morgan.
Morgan è un gatto, ad occhio e croce sembra un Norvegese delle Foreste, ma potrebbe anche essere solo tragicamente grasso. Pesa una decina di chili e respira male. Si suppone che abbia problemi cardiaci, ma non è ancora stato possibile fare diagnosi. La situazione è questa: il gatto si stressa da morire ad andare in macchina, ha precedenti di problemi di circolazione, 13 anni e la notevole sfiga che l'ecografista è in vacanza e il collega pieno di lavoro.
Quindi stiamo aspettando giovedì per fare una diagnosi, perché non lo possiamo portare in giro o rischia un coccolone e con le sole radiografie non si vede granché il cuore. Anche solo provare a sedarlo per trasportarlo in un posto dove potrebbero fargli l'eco potrebbe essergli fatale. Non è una bella situazione.
Comunque, dopo il giro in clinica, il tennis controvento in un campetto pubblico che farebbe invidia a qualche struttura privata in Italia e un giretto in questa specie di fast food che ha solo ciambelle e caffè, siamo tornati a casa dove ho fatto la mia prima lavatrice americana. Come tutte le cose qui, tutto è enorme: la lavatrice ha un cestello che potrebbe tenere me dentro.
Mentre mi stavo organizzando per farmi una doccia, Kristin parte per andare a prendere il treno per Cohasset una cittadina sull'oceano dove deve gareggiare in una corsa da 10 Km.
Sfiga vuole che sbaglia stazione e quindi siamo dovuti partire in tutte fretta per portarla in macchina.
Ho fatto un sacco di foto di case tipicamente New England e ho visto dei posti fantastici, quasi tutti documentati. Abbiamo lasciato Kristin sul posto della gara e mio cugino e Devin mi hanno portato nelle cittadine vicine per farmi vedere la zona.
È incredibile come in meno di un chilometro i centri urbani possano cambiare stile così radicalmente. Dalla cittadina signorile si passa a quella popolare e tutto cambia. Le case enormi, con giardini ampi e ben curati nel giro di un attimo lasciano il posto a file di case ammassate, con uno spazio esterno in cui possono starci si e no un paio di macchine parcheggiate, pali della luce con cavi ovunque e cose del genere.
Comunque il giro è stato molto pittoresco e nel giro di una mezzora abbiamo raggiunto la nostra meta, dove sono finalmente sceso di macchina, ho fatto una panoramica dell'oceano dalla spiaggia e ho toccato l'acqua oceanica. Che è gelida.
Ci siamo fermati, nell'attesa che Kristin finisse la corsa, in un barrettino sulla spiaggia.
Mi rammarico di non averlo fotografato perché meritava veramente.
Comunque, dopo poco siamo tornati a prendere la nostra dama e ci siamo rifatti un giro della zona.
Alla fine siamo andati a fermarci ad un Mall, dove ho visto il mio primo MacStore (gli iPhone da 16 giga qui stanno a 299 dollari e quelli da 8 giga a 100 dollari in meno) e dove ho comprato una guida di Boston, che spero di usare prossimamente.
Ci siamo fatti un po' di giratine e siamo finiti a mangiare in questo bistro-bar. Alle 4.30 del pomeriggio.
Le abitudini alimentari di questa famiglia sono decisamente particolari. Fanno colazione con quello che capita, generalmente un mezzo spuntino alle 11 del mattino, niente pranzo e cena prima delle 6 del pomeriggio. Faccio fatica ad abituarmici...comunque, tornando al pomeriggio...
Ci siamo seduti al tavolo, il cameriere era molto cordiale e il cibo molto buono, ma il servizio ha lasciato a desiderare.
Dopo che ci son stati portati i piatti il cameriere è sparito e mio cugino e Kristin avevano bisogno di sale e pepe. Hanno aspettato un po', fin quando non si sono un po' scocciati e abbiamo iniziato a lamentarci del fatto che il cameriere si fosse dato alla macchia. A quel punto sono state prese drastiche misure e mio cugino ha telefonato da dove era seduto alla reception del ristorante chiedendo di un cameriere che ci servisse.
Non vorrei mai che mi venisse fatta una cosa del genere, se fossi il gestore di un locale, ma dal lato nostro è stata una delle scene più divertenti cui abbia assistito.
Ci siamo fatti fare il nostro sacchettino di leftovers, cosa che a quanto ho capito è piuttosto frequente da queste parti, e ce ne siamo andati ancora sogghignando per la gag di mio cugino.
Tornando a casa riceviamo una telefonata dall'ospedale, dove ci avvertono che Morgan non sta affatto bene e respira con la bocca aperta (se il vostro gatto respira a bocca aperta come un cane, sappiate che non va affatto bene!).
Quindi Kristin, non appena arrivati a casa, riparte immediatamente verso la clinica e io la seguo.
Siccome Morgan mi ricorda il suo omonimo famoso in Italia, voglio seguire il caso.
Quando arriviamo il gatto ha appena subito una pera di Lasix per diminuire un po' i fluidi circolanti ed è sotto ossigeno. Lo monitoriamo una mezzora e pare migliorare, ma ci sono alcune cose che non ci tornano: le urine non vanno bene e hanno qualcosa di rossastro, il lattulosio che abbiamo provato a dargli per ammorbidirgli l'evacuazione è stato rigurgitato con delle emazie per niente simpatiche e il fatto che non si possa far altro che aspettare un'eco per una diagnosi è una cosa piuttosto frustrante.
Tornando a casa ho provato a fare un po' di brainstorming con Kristin, ma non ne abbiamo ancora cavato un ragno dal buco.
Mi son fatto due chiacchiere con Devin e poi mi son guardato Nacho Libre con Paul e Kristin prima di venire a letto a scrivere 'sta roba.
É stata proprio una bella domenica!
PS: Putroppo Morgan ha deciso di andare a dormire (per usare l'espressione che usano da queste parti). Sono molto dispiaciuto per lui e per il proprietario.



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