sabato 25 aprile 2009

Onde Quadre

Sto scrivendo sul treno per New York, sono le 6.35 del mattino e la Grande Mela mi spaventa meno di stanotte.
Si, perché stanotte ho dormito poco e nulla (più nulla che poco) addormentandomi alle 11 e qualcosa, senza scrivere la paginetta di diario e con un bel po' di magone addosso.
Innanzitutto la giornata di ieri non è stata delle migliori.
In mattinata ho frullato a vuoto fino alle 11 e mezzo, prima di riuscire ad avere in mano i biglietti del treno grazie a Paul che mi ha scarrozzato fino alla stazione da cui sono partito stamattina. Ho provato poi a chiamare dieci volte mia cugina che, essendo a lavoro, non mi ha risposto fino al pomeriggio. Mi secca essere pressante, ma avevo bisogno del suo prezioso parere per scegliere la zona in cui cercare l'ostello. Venire accoltellato mentre cerco di andare a dormire non fa parte del range di esperienze che mi piacerebbe provare.
Nel resto della mattinata ho concluso poco e niente, non sono riuscito a fare grandi manualità e questa situazione, unita al fatto di non riuscire a contattare Francesca, mi ha portato sempre più giù, in una di quelle spirali emotive di auto-antipatia che ogni tanto mi prendono, colpendomi direttamente sul pomo d'Adamo.
Da buoni amici, durante la giornata, tutto il personale della clinica di mio cugino non ha fatto altro che cercare di tranquillizzarmi su questa gita un po' campata in aria e piuttosto approssimativa, ma sulla quale sono fiducioso. Ovviamente, essendo fatto al contrario, ogni rassicurazione non ha fatto altro che aumentare la mia ansia, che tenacemente si aggrappa alle basi del mio DNA. In pratica quando sono andato a letto, ero poco meno che terrorizzato all'idea di dover partire.
Devo dire che una buona calmata me l'hanno data i due MohaiThai (o come si scrive) bevuti a cena. Si, siamo tornati un'altra volta (la terza questa settimana) a cena dai nostri amici cinesi, ma questo giro Kristin non c'era (aveva una reunion con alcuni amici delle superiori), quindi per festeggiare (e penso anche per non passare una serata da solo con me, che non credo di essere tra le sue compagnie preferite) Paul ha invitato con noi un po' di technitians. Anche se la compagnia e i discorsi della serata hanno contribuito notevolmente a sciogliere la tensione purtroppo verso le 3.30 stanotte avevo già gli occhi spalancati.
Mi son girato come un pirla nel letto fino alle 5, ora in cui è partita la sveglia.
Alle 5.45 il taxi che avevo prenotato ieri ancora non c'era. Per fortuna una sola telefonata è bastata a farlo magicamente comparire.
Arrivato alle 6 in stazione ho iniziato a rilassarmi. Adesso l'unica cosa che mi impensierisce è l'arrivo all'ostello, che fa il check in alle 3 del pomeriggio e io arriverò a New York alle 10 di mattina. Devo trovarmi qualcosa da fare, considerando che ho la valigia, per 5 ore. Penso che proverò a raggiungere l'ostello facendo un tentativo di check in anticipato.
Intanto siamo a Kingston, abbiamo passato Providence e prima di arrivare mancano ancora 3 ore.
Un paio di considerazioni veloci sui treni e le ferrovie statunitensi.
Come molti studenti e pendolarti italiani sono particolarmente esperto e suscettibile in merito alle ferrovie e ai loro servizi. Se in precedenza mi ero lasciato andare a critiche sui trenini della MBTA (Massachusetts Bay Transport Association), devo dire che i treni Amtrak sono di un'altra categoria rispetto a quelli italiani.
Quando ho chiesto al controllore: ?Excuse me, are the seats reserved?? con un certo sarcasmo che ho apprezzato (se non altro per la genuinità con cui è arrivata) la sua risposta è stata: ?Only on movies, Sir. Grab the first seat you find in the house and enjoy the trip!?
E quindi adesso me ne sto qui seduto, ad aspettare l'arrivo alla Penn station, con lo sguardo che fa la spola tra il monitor del computer e il paesaggio. Sembrerà strano, ma i paesaggi, visti dal treno, sono molto simili a quelli italiani: quelli urbani sono ugualmente degradati, con rare eccezioni di piccoli paesini decisamente New England, quelli rurali, invece, differiscono parecchio dalla campagna italiana essendo quasi tutti acquitrini e le foglie degli alberi sono prevalentemente rosse. Se continua così, mi sa che mi schiaccio un pisolo perché la giornata sarà parecchio lunga.

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