domenica 26 aprile 2009

Moanin' - Part 3 (la giornata più lunga)

Sono ancora in ostello, mi sto guardando la partitissima tra Red Sox e New York Yankees, gongolando perché i Sox vincono.
In un tavolo poco distante quattro ochette fanno un gioco con carte e una bottiglia di vino. Stanno starnazzando che la metà basta.
L'aria condizionata è a palla e mi fa freschetto. Al mio tavolo si è da poco seduto un panzerotto tedesco, che ha fatto il check in con me ieri, che ha il coraggio proprio degli eroi e dei grandi ebeti, di girare per un quartiere vicino Harlem con un cappellino dei Red Sox, dopo che questi hanno vinto ieri all'undicesimo inning (i regolari sono 9) e che hanno ancora due partite da giocare, tra quella di oggi e quella di domani.
Un gruppo di francesi è appena andato a prepararsi per la serata, cosa che farò anche io non appena finito il match. Non pensavo, ma riesco a scrivere guardando la partita. Piccola soddisfazione personale da dattilografia spiccia.
Il Sox hanno in mano la possibilità di fare un punteggione e sul piatto c'è il mio giocatore preferito.
Che ha fatto una gran battuta.
Mi concentro sul match, eventuali sviluppi a fine serata.

Finito il match mi sono fiondato a far la doccia, che mi ha ricaricato parecchio e sono andato carico verso Times Square.
Non so se era solo la predisposizione d'animo o se il sole di oggi e la doccia mi hanno fatto bene, ma mi è parso che una tipa mi guardasse, tutto il viaggio.
Uscito a Times Square sono stato rincoglionito da quanto folle è la città. Buona parte di quello che mi è successo l'ho scritto nei commenti delle foto, che sono visibili cliccando sulle foto stesse.
Sono piuttosto cotto (sono le 2 passate) e quindi vado a letto, che mi pare il caso.
Domani i nuovi aggiornamenti (e un nuovo pezzo per la playlist).

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