lunedì 13 aprile 2009

It's a long way to the top...

Oggi è stata dura.
Tra bowling, blog e cavoli vari ieri sera sono andato a letto intorno all'una e stamattina alle 6.45 ero nuovamente in piedi per andare in clinica.
Oggi la giornata è stata abbastanza prolifica, altri 9 casi in saccoccia, anche se tutti cani...trovare dei gatti sarà parecchio più difficile.
Comunque la cosa che più mi piace di queste interviste è che ogni tanto mi capita un proprietario interessante con cui mi intrattengo un po' di più e con cui parlo del più e del meno.
É incredibile come alla fine forse raccolgano più informazioni su di me questi proprietari rispetto ai colleghi.
Una cosa che mi ha stupito è che alcuni di questi, quelli con cui ho chiacchierato un po' di più, abbiano avuto accenni di cordoglio per il terremoto in Abruzzo e me li abbiano esternati in quanto italiano. Sebbene non ritenga che questo modello di stato sia il migliore possibile, noi italiani, come popolo, dovremmo imparare da questa gente. È la mentalità che faccio fatica a ritrovare (o che probabilmente non sono mai andato a cercare) in Italia.
Comunque, giornata stancante, tant'è che nel pomeriggio mi son fatto un'oretta o due di pennica.
Quando mi sono svegliato sono andato a fare un po' di spesa con mio cugino in una cittadina vicina. Incredibile un'altra volta come in pochi chilometri il paesaggio ?sociale? dato da case e strade, muti così tanto.
I supermercati in queste cittadine non sono tanto differenti dai discount di periferia in Italia: un po' trasandati, dove ci lavora gente triste, probabilmente con stipendi ridicoli. La differenza maggiore sta nel fatto che qui trovi di tutto e quasi solo in quantità industriali.
Tra le altre cose ho dato una mano ad un'anziana signora a prendere una cosa da uno scaffale alto. Sono piccolezze, ma riuscire a cavarmela capendo cosa mi dice la gente in queste situazioni non previste, mi dà un po' di fiducia nelle mie capacità con l'inglese.
Inizio però a sentirmi un filo fuori luogo.
Iniziano a mancarmi gli amici, la possibilità di dire le mie cazzate senza dover pensare a come tradurle (operazione che generalmente occupa quel tanto che basta in termini di tempo da farle diventare intempestive), avere qualcuno a cui dirle, 'ste cose, invece che scriverle.
Per quanto mi piacciano gli Stati Uniti che sto vedendo, non credo che verrei mai a viverci.
Ma non mi voglio precludere nulla.
Domani, Pasqua, saremo a Providence (Rhode Island), dall'altro cugino, Marc.
Sono sicuro che ci sarà da dire qualcosa.

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