High Voltage Rock 'n' Roll
Niente brutta copia per questo post.
Ieri notte ero troppo cotto per continuare nella descrizione delle avventure notturne.
Times Square è altamente inadatta a quei bambini che hanno le convulsioni coi videogiochi. Luci e suoni martellanti e intermittenti, chiasso, gente seminuda che si fa guardare, traffico infernale, un'amalgama di auto, pedoni, pullman, limusine più lunghe dei pullman stessi...il delirio assoluto.
La cosa più stupefacente è la gente.
New York è una città "espansa". Nel senso che ha tutte le cose che hanno le altre città, ma essendo enorme, i numeri assoluti sono maggiori.
Se a Firenze esistono delle "anomalie" di popolazione che si traducono in una persona coi tatuaggi in faccia e i capelli di sei colori diversi, a New York ce ne sono mille.
Immerso in questo bagno di persone me ne sono andato in giro per Midtown, per Times Square e i dintorni (in cerca della Galleria Internazionale di Fotografia, dove doveva esserci una mostra che mi sa che non c'è), me ne sono andato fino a Grand Central, che mi ha appassionato (lo ammetto, sono uno sfigato) perché mi ha ricordato il gioco de "Il Padrino".
Proprio a Grand Central ho constatato che è vero che il McDonalds è uguale ovunque. Solo che il Big Mac che mi sono pappato ieri sera aveva come panorama Grand Central e il Chrisler Building.
Sono poi andato fino all'Empire State Building, senza trovarne l'ingresso e alla fine mi sono diretto verso la metro che era già mezzanotte. Prima di andare verso l'ostello volevo passare dal Madison Square Garden e da Penn Station, che comunque mi erano di strada visto che i treni che dovevo prendere per tornare qua fermavano tutti li.
Se Times Square è il delirio, Penn Station e il Madison sono peggio. Perchè oltre a tutto quello che ho detto di Times Square, è pieno di punkabbestia e gente più o meno ai margini della società.
Visto che per entrare nel Madison c'era un casino della madonna me ne sono tornato mogio mogio in stazione e mi sono lambiccato su quali treni prendere per tornare all'ostello.
Alla fine ho preso il primo dei tanti e, questa volta ne ho la certezza, fino a che non sono sceso c'è stato un intenso gioco di sguardi con una tipa, che pareva piuttosto propensa a farsi conoscere.
Non me la sono sentita di farmi avanti, per varie ragioni, ma ammetto che in testa mi frulla un "e se...?" che mi ci vorrà tutto oggi a togliermi dalla testa.
Sto per partire, alla fine mentre scrivevo mi son guardato tutti i secondi tempi delle partite. Oggi non so che itinerario farò, anche perchè ho una dolorosissima e fastidiosissima vescica sotto al piede sinistro che mi rende piuttosto doloroso camminare.
Ma non sarà certo una cosa come questa a fermarmi.
E meno male che c'è la metro!
Ieri notte ero troppo cotto per continuare nella descrizione delle avventure notturne.
Times Square è altamente inadatta a quei bambini che hanno le convulsioni coi videogiochi. Luci e suoni martellanti e intermittenti, chiasso, gente seminuda che si fa guardare, traffico infernale, un'amalgama di auto, pedoni, pullman, limusine più lunghe dei pullman stessi...il delirio assoluto.
La cosa più stupefacente è la gente.
New York è una città "espansa". Nel senso che ha tutte le cose che hanno le altre città, ma essendo enorme, i numeri assoluti sono maggiori.
Se a Firenze esistono delle "anomalie" di popolazione che si traducono in una persona coi tatuaggi in faccia e i capelli di sei colori diversi, a New York ce ne sono mille.
Immerso in questo bagno di persone me ne sono andato in giro per Midtown, per Times Square e i dintorni (in cerca della Galleria Internazionale di Fotografia, dove doveva esserci una mostra che mi sa che non c'è), me ne sono andato fino a Grand Central, che mi ha appassionato (lo ammetto, sono uno sfigato) perché mi ha ricordato il gioco de "Il Padrino".
Proprio a Grand Central ho constatato che è vero che il McDonalds è uguale ovunque. Solo che il Big Mac che mi sono pappato ieri sera aveva come panorama Grand Central e il Chrisler Building.
Sono poi andato fino all'Empire State Building, senza trovarne l'ingresso e alla fine mi sono diretto verso la metro che era già mezzanotte. Prima di andare verso l'ostello volevo passare dal Madison Square Garden e da Penn Station, che comunque mi erano di strada visto che i treni che dovevo prendere per tornare qua fermavano tutti li.
Se Times Square è il delirio, Penn Station e il Madison sono peggio. Perchè oltre a tutto quello che ho detto di Times Square, è pieno di punkabbestia e gente più o meno ai margini della società.
Visto che per entrare nel Madison c'era un casino della madonna me ne sono tornato mogio mogio in stazione e mi sono lambiccato su quali treni prendere per tornare all'ostello.
Alla fine ho preso il primo dei tanti e, questa volta ne ho la certezza, fino a che non sono sceso c'è stato un intenso gioco di sguardi con una tipa, che pareva piuttosto propensa a farsi conoscere.
Non me la sono sentita di farmi avanti, per varie ragioni, ma ammetto che in testa mi frulla un "e se...?" che mi ci vorrà tutto oggi a togliermi dalla testa.
Sto per partire, alla fine mentre scrivevo mi son guardato tutti i secondi tempi delle partite. Oggi non so che itinerario farò, anche perchè ho una dolorosissima e fastidiosissima vescica sotto al piede sinistro che mi rende piuttosto doloroso camminare.
Ma non sarà certo una cosa come questa a fermarmi.
E meno male che c'è la metro!



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