Far Far
Lontano Lontano. In America quel che conta è parlare, far conversazione. Il top è se riesci a fare degli smart jokes che ti rendono simpatico. E io infatti mi sento un po' weird-o (come dicono qui), perché parlo poco.
Ho sempre creduto che sia meglio stare zitti e passare da scemi che aprire bocca e togliere ogni dubbio, inoltre, capendo solo parzialmente quello che le persone intorno a me si dicono non mi viene facilissimo seguire i discorsi...ma migliorerà.
Mi fa bene stare qui.
Anche oggi che non ho fatto molto ho comunque imparato qualcosa di nuovo, ogni giorno si impara qualcosina e come ho detto a mio cugino: "something is always better than nothing!".
Migliorerò molto come veterinario, ma penso che lo farò come persona e questo è quello che più conta. Mi ci voleva proprio un'esperienza del genere. Ok, lo so che è pochissimo che sono qui, ma già avverto i primi cambiamenti: mi sento un po' più cerebralmente attivo, mi sta tornando un po' di quel cinismo sagace che ultimamente mi mancava, inizio a parlare tra me e me in inglese, mi sto palesemente annoiando quando in ambulatorio c'è fiacca e voglio quindi organizzarmi per andare a fare qualcosa di concreto. Non voglio perdere un minuto di quello che faccio qui.
Tra le altre cose, ho visto la mia prima limousine statunitense (di cui ho le foto) e il mio primo scoiattolo grigio (che è grosso 3 volte quelli che abbiamo in Italia) di cui per ora ho solo il ricordo perché è scappato alla svelta.
Domani (che non so quando sarà collocato temporalmente rispetto a questo post) andrò downtown Boston con mio cugino, non vedo l'ora di vedere la città...
Finora però non ho fatto che parlare di me, delle mie impressioni, di quello che vedo io, ma non ho ancora detto quasi nulla sulle persone che mi circondano.
Innanzitutto parlerò di quelle che sono in casa, mi riservo di parlare delle technitians non appena le avrò conosciute meglio e soprattutto avrò focalizzato i loro nomi.
Mio cugino è molto più simpatico di quello che pensavo. Abbiamo visioni sul mondo molto diverse, ma è una persona che ha un atteggiamento nei confronti di tutto che mi piace molto. Sul lavoro abbaia, magari per delle stronzate, ma riesce a riportare l'ambiente a livelli di levità e tranquillità impensabili. In Italia credo sarebbe impossibile l'ambiente lavorativo che c'è qui. Non so se sono capitato in un periodo particolarmente felice a lavoro o se sia sempre così, ma è incredibile come così tante donne tutte insieme riescano ad andare d'accordo senza creare "pollaio"...
Ma tornando a mio cugino, ammetto che ero partito prevenuto e che mi sto ricredendo. Se per ora le cose vanno così bene è anche grazie a lui (il fatto che siamo gli unici due che parlano italiano e gli unici due maschi ci permette di far comunella per prendere in giro le donne con più facilità).
Poi c'è Kristin. La ragazza di mio cugino. Devo ancora capire se le sto simpatico, se è solo tremendamente gentile con me per educazione o cosa, ma è incredibile quanto mi stia dando. In pratica mi sta prendendo sotto la sua ala e mi regala ogni giorno una chicca nuova. L'apprendimento è doppiamente difficile, perché oltre che ricordarmi cosa mi dice, devo anche farlo partendo da spiegazioni in inglese, ma forse anche grazie al fatto che ha un inglese che riesco a decifrare senza grandissimi problemi, mi viene facile ascoltarla.
Sia lei che Paul mi interrogano un po', la sera, e mettono in luce la mia profonda ignoranza in materia. Per ora me la cavo con la scusa che non conosco certi termini in inglese, ma prima o poi la scusa non reggerà più. Quando ci lasciamo andare in questi discorsi però quello che ci perde e che vedo sparire, probabilmente troppo abituato ad una situazione del genere, è il giovane Devin, che ha 13 anni (meno di quelli che pensavo che avesse) ma che pensa come uno più grande dell'età che pensavo avesse.
É buffo, questo ragazzino. Mi fa ridere, ha un gran bel senso dello humor. Da qui a maggio probabilmente avremo modo di passare un po' più di tempo insieme, visto che ho l'impressione che dovrò dargli ripetizioni di matematica.
Sinceramente la cosa mi piace molto, perché mi permette di stare un po' più di tempo con lui e quindi di conoscerlo meglio e perché mi farà sentire utile nell'economia casalinga.
Mi chiedo fin da ora che tipo di post scriverò da qui a due mesi, ma se l'intensità delle sensazioni, le cose che mi accadono quotidianamente continuano ad essere di questo tenore, sono certo che da scrivere ne avrò per parecchio!
Il titolo di questo post è preso da quello di questa canzone che mi fa da colonna sonora (insieme al resto dell'album) nella stesura: Far Far ? Yael Naim
Ho sempre creduto che sia meglio stare zitti e passare da scemi che aprire bocca e togliere ogni dubbio, inoltre, capendo solo parzialmente quello che le persone intorno a me si dicono non mi viene facilissimo seguire i discorsi...ma migliorerà.
Mi fa bene stare qui.
Anche oggi che non ho fatto molto ho comunque imparato qualcosa di nuovo, ogni giorno si impara qualcosina e come ho detto a mio cugino: "something is always better than nothing!".
Migliorerò molto come veterinario, ma penso che lo farò come persona e questo è quello che più conta. Mi ci voleva proprio un'esperienza del genere. Ok, lo so che è pochissimo che sono qui, ma già avverto i primi cambiamenti: mi sento un po' più cerebralmente attivo, mi sta tornando un po' di quel cinismo sagace che ultimamente mi mancava, inizio a parlare tra me e me in inglese, mi sto palesemente annoiando quando in ambulatorio c'è fiacca e voglio quindi organizzarmi per andare a fare qualcosa di concreto. Non voglio perdere un minuto di quello che faccio qui.
Tra le altre cose, ho visto la mia prima limousine statunitense (di cui ho le foto) e il mio primo scoiattolo grigio (che è grosso 3 volte quelli che abbiamo in Italia) di cui per ora ho solo il ricordo perché è scappato alla svelta.
Domani (che non so quando sarà collocato temporalmente rispetto a questo post) andrò downtown Boston con mio cugino, non vedo l'ora di vedere la città...
Finora però non ho fatto che parlare di me, delle mie impressioni, di quello che vedo io, ma non ho ancora detto quasi nulla sulle persone che mi circondano.
Innanzitutto parlerò di quelle che sono in casa, mi riservo di parlare delle technitians non appena le avrò conosciute meglio e soprattutto avrò focalizzato i loro nomi.
Mio cugino è molto più simpatico di quello che pensavo. Abbiamo visioni sul mondo molto diverse, ma è una persona che ha un atteggiamento nei confronti di tutto che mi piace molto. Sul lavoro abbaia, magari per delle stronzate, ma riesce a riportare l'ambiente a livelli di levità e tranquillità impensabili. In Italia credo sarebbe impossibile l'ambiente lavorativo che c'è qui. Non so se sono capitato in un periodo particolarmente felice a lavoro o se sia sempre così, ma è incredibile come così tante donne tutte insieme riescano ad andare d'accordo senza creare "pollaio"...
Ma tornando a mio cugino, ammetto che ero partito prevenuto e che mi sto ricredendo. Se per ora le cose vanno così bene è anche grazie a lui (il fatto che siamo gli unici due che parlano italiano e gli unici due maschi ci permette di far comunella per prendere in giro le donne con più facilità).
Poi c'è Kristin. La ragazza di mio cugino. Devo ancora capire se le sto simpatico, se è solo tremendamente gentile con me per educazione o cosa, ma è incredibile quanto mi stia dando. In pratica mi sta prendendo sotto la sua ala e mi regala ogni giorno una chicca nuova. L'apprendimento è doppiamente difficile, perché oltre che ricordarmi cosa mi dice, devo anche farlo partendo da spiegazioni in inglese, ma forse anche grazie al fatto che ha un inglese che riesco a decifrare senza grandissimi problemi, mi viene facile ascoltarla.
Sia lei che Paul mi interrogano un po', la sera, e mettono in luce la mia profonda ignoranza in materia. Per ora me la cavo con la scusa che non conosco certi termini in inglese, ma prima o poi la scusa non reggerà più. Quando ci lasciamo andare in questi discorsi però quello che ci perde e che vedo sparire, probabilmente troppo abituato ad una situazione del genere, è il giovane Devin, che ha 13 anni (meno di quelli che pensavo che avesse) ma che pensa come uno più grande dell'età che pensavo avesse.
É buffo, questo ragazzino. Mi fa ridere, ha un gran bel senso dello humor. Da qui a maggio probabilmente avremo modo di passare un po' più di tempo insieme, visto che ho l'impressione che dovrò dargli ripetizioni di matematica.
Sinceramente la cosa mi piace molto, perché mi permette di stare un po' più di tempo con lui e quindi di conoscerlo meglio e perché mi farà sentire utile nell'economia casalinga.
Mi chiedo fin da ora che tipo di post scriverò da qui a due mesi, ma se l'intensità delle sensazioni, le cose che mi accadono quotidianamente continuano ad essere di questo tenore, sono certo che da scrivere ne avrò per parecchio!
Il titolo di questo post è preso da quello di questa canzone che mi fa da colonna sonora (insieme al resto dell'album) nella stesura: Far Far ? Yael Naim



1 Commenti:
Sedadavo!
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..... e non dire che non hai sorriso....
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