Everything In Its Right Place
Non l'avrei mai detto. Alle 21.45 già pronto nel letto. Dopo i 12 anni penso di averlo fatto solo in rarissimi casi coincidenti con temperature corporee superiori ai 38 °C.
Eppure, ogni cosa è al suo posto.
Oggi è stata un'altra giornata impegnata e impegnativa, ma mi piace molto quello che sto facendo.
Mi sono abbastanza standardizzato nella routine quotidiana. La mattina appena arrivo in clinica lascio il mio post del giorno, controllo rapidamente i miei siti preferiti e faccio un paio di giri con le e-mail, poi prendo i miei balocchi e scendo nella bolgia.
In genere ci sono già le technitians che lavorano come meticolose api (nota a margine, su quella nuova avevo ragione, anche se molto meno socievole dell'altra, lavora molto meglio e molto di più), come esperte zanzare succhiano sangue dalle giugulari e dalle zampe di cani e gatti per i test di routine prima dell'anestesia, preparano gli operandi e smistano gli appuntamenti, come colorate farfalle planano nelle stanze delle visite e raccolgono preziosi dati mentre i dottori si preparano al lavoro di trincea.
Io, da bravo bruco, rumino nel mio angoletto, pronto a piombare come una pericolosa processionaria sui clienti, col mio questionario.
Se le visite mattutine sono scarse cerco di dare il mio contributo, come al solito.
Oggi ho spillato sangue, castrato un gatto (devo migliorare molto nella fase del pre-operatorio, perché mi mancano ancora alcuni accorgimenti, ma l'operazione in sé è effettivamente cosa piuttosto facile), fatto altri sette o otto questionari e ho conosciuto una persona.
Non mi ricordo se nei precedenti post ho accennato al labrador di 109 libbre (circa 48 kili) con problemi ad un gomito causati da un osteofita.
Oggi siamo stati con mio cugino a chiedere un consulto, su quel gomito. Siamo arrivati in questa cittadina, non esattamente quella che si dice una ricca metropoli americana, e siamo entrati in questo strano edificio. Ad accoglierci una signora rubizza che dopo pochissimo ci ha fatto entrare dietro le loro quinte e ci ha indicato la strada per raggiungere la persona che cercavamo.
Un signore secco secco e molto alto, con una folta chioma ben pettinata di capelli grigio-bianchi e un'abbondante manciata di denti shakerati in bocca, ci ha salutato con un sorriso. Ha accolto molto calorosamente Paul (mio cugino) e ha subito chiesto chi fossi, colpito e piacevolmente sorpreso che fossi studente di veterinaria. Gli abbiamo sottoposto il caso.
Si è entusiasmato alla vista delle lastre come se fosse un bambino. Un osteofita di quelle dimensioni non l'aveva mai visto prima. Ci ha dato il suo parere di esperto e si è poi dilungato quel tanto che basta in chiacchiere del più e del meno toccando argomenti come la differenza sull'epilazione femminile in Italia e negli USA e se sia più dannoso il fumo o l'alcool.
Quando è venuto il momento di salutarsi mi ha invitato ad andare da loro a vedere come lavorano e ad imparare quello che fanno con un sorriso che difficilmente dimenticherò.
Beh, quel signore è quello che ha inventato l'intervento di TPO (Triple Pelvic Osteothomy) che viene praticato in tutto il mondo per la risoluzione di gravi problematiche di displasia dell'anca.
In pratica ho conosciuto uno dei più grandi ortopedici veterinari del mondo.
Non c'è paragone con l'Italia. Se da noi fai tanto di chiedere un consulto, è piuttosto difficile che te lo diano e doppiamente difficile che te lo diano così cortesemente.
Probabilmente è tutta apparenza, probabilmente si tratta solo di ipocrisia ben celata, ma mi piace pensare che non sia così, che qui la gente sia DAVVERO così gentile come sembra, che davvero si badi molto di più alle persone che alla posizione che rivestono nella società, che davvero aiutare il prossimo (da parte di gente dichiaratamente repubblicana) faccia parte della quotidianeità.
Tutta roba che in Italia siamo ancora molto lontani da capire, avendo radicato in noi il gene massone e mafioso che ci contraddistingue in tutto il mondo.
Non mi stupisco se certi spot nordeuropei (tedeschi e svedesi) ci dipingono come una manica di buzzurri, arraffoni, e fondamentalmente disonesti quel tanto che basta da risultare caricatura di un popolo. Purtroppo hanno ragione. Gli italiani che escono da questo cliché, purtroppo, sono molto pochi.
Ma sto divagando.
Nel pomeriggio c'è stato tempo per fare un po' più di conoscenza con la gente che lavora da mio cugino. L'ambiente è decisamente disteso e oggi mi son proprio divertito.
In un futuro che penso abbastanza prossimo mi dilungherò in qualche descrizione di ?collega?, per ora mi limito a leggermi il primo capitolo degli appunti di Patologia Medica e a rintuzzarmi sotto le coperte.
Sono pronto ad affrontare domani.
PS: ho aggiunto le foto di alcune degenti dell'ospedale
Eppure, ogni cosa è al suo posto.
Oggi è stata un'altra giornata impegnata e impegnativa, ma mi piace molto quello che sto facendo.
Mi sono abbastanza standardizzato nella routine quotidiana. La mattina appena arrivo in clinica lascio il mio post del giorno, controllo rapidamente i miei siti preferiti e faccio un paio di giri con le e-mail, poi prendo i miei balocchi e scendo nella bolgia.
In genere ci sono già le technitians che lavorano come meticolose api (nota a margine, su quella nuova avevo ragione, anche se molto meno socievole dell'altra, lavora molto meglio e molto di più), come esperte zanzare succhiano sangue dalle giugulari e dalle zampe di cani e gatti per i test di routine prima dell'anestesia, preparano gli operandi e smistano gli appuntamenti, come colorate farfalle planano nelle stanze delle visite e raccolgono preziosi dati mentre i dottori si preparano al lavoro di trincea.
Io, da bravo bruco, rumino nel mio angoletto, pronto a piombare come una pericolosa processionaria sui clienti, col mio questionario.
Se le visite mattutine sono scarse cerco di dare il mio contributo, come al solito.
Oggi ho spillato sangue, castrato un gatto (devo migliorare molto nella fase del pre-operatorio, perché mi mancano ancora alcuni accorgimenti, ma l'operazione in sé è effettivamente cosa piuttosto facile), fatto altri sette o otto questionari e ho conosciuto una persona.
Non mi ricordo se nei precedenti post ho accennato al labrador di 109 libbre (circa 48 kili) con problemi ad un gomito causati da un osteofita.
Oggi siamo stati con mio cugino a chiedere un consulto, su quel gomito. Siamo arrivati in questa cittadina, non esattamente quella che si dice una ricca metropoli americana, e siamo entrati in questo strano edificio. Ad accoglierci una signora rubizza che dopo pochissimo ci ha fatto entrare dietro le loro quinte e ci ha indicato la strada per raggiungere la persona che cercavamo.
Un signore secco secco e molto alto, con una folta chioma ben pettinata di capelli grigio-bianchi e un'abbondante manciata di denti shakerati in bocca, ci ha salutato con un sorriso. Ha accolto molto calorosamente Paul (mio cugino) e ha subito chiesto chi fossi, colpito e piacevolmente sorpreso che fossi studente di veterinaria. Gli abbiamo sottoposto il caso.
Si è entusiasmato alla vista delle lastre come se fosse un bambino. Un osteofita di quelle dimensioni non l'aveva mai visto prima. Ci ha dato il suo parere di esperto e si è poi dilungato quel tanto che basta in chiacchiere del più e del meno toccando argomenti come la differenza sull'epilazione femminile in Italia e negli USA e se sia più dannoso il fumo o l'alcool.
Quando è venuto il momento di salutarsi mi ha invitato ad andare da loro a vedere come lavorano e ad imparare quello che fanno con un sorriso che difficilmente dimenticherò.
Beh, quel signore è quello che ha inventato l'intervento di TPO (Triple Pelvic Osteothomy) che viene praticato in tutto il mondo per la risoluzione di gravi problematiche di displasia dell'anca.
In pratica ho conosciuto uno dei più grandi ortopedici veterinari del mondo.
Non c'è paragone con l'Italia. Se da noi fai tanto di chiedere un consulto, è piuttosto difficile che te lo diano e doppiamente difficile che te lo diano così cortesemente.
Probabilmente è tutta apparenza, probabilmente si tratta solo di ipocrisia ben celata, ma mi piace pensare che non sia così, che qui la gente sia DAVVERO così gentile come sembra, che davvero si badi molto di più alle persone che alla posizione che rivestono nella società, che davvero aiutare il prossimo (da parte di gente dichiaratamente repubblicana) faccia parte della quotidianeità.
Tutta roba che in Italia siamo ancora molto lontani da capire, avendo radicato in noi il gene massone e mafioso che ci contraddistingue in tutto il mondo.
Non mi stupisco se certi spot nordeuropei (tedeschi e svedesi) ci dipingono come una manica di buzzurri, arraffoni, e fondamentalmente disonesti quel tanto che basta da risultare caricatura di un popolo. Purtroppo hanno ragione. Gli italiani che escono da questo cliché, purtroppo, sono molto pochi.
Ma sto divagando.
Nel pomeriggio c'è stato tempo per fare un po' più di conoscenza con la gente che lavora da mio cugino. L'ambiente è decisamente disteso e oggi mi son proprio divertito.
In un futuro che penso abbastanza prossimo mi dilungherò in qualche descrizione di ?collega?, per ora mi limito a leggermi il primo capitolo degli appunti di Patologia Medica e a rintuzzarmi sotto le coperte.
Sono pronto ad affrontare domani.
PS: ho aggiunto le foto di alcune degenti dell'ospedale



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