giovedì 23 aprile 2009

Curami Deus

Giornata lunga, oggi.
Ho iniziato la giornata con una corroborante doccia, preparandomi ad andare in clinica presto.
Sono andato là con Paul, visto che c'era il sole siamo andati con la mini. Senza capotte, perché quando si sbora da 'ste parti va fatto per bene.
Mentre settavo le mie faccende internetiche è arrivato il pickup del canile di Milton (o di Canton, non mi ricordo mai quale dei due è), ma non ho visto cosa ne scendeva.
Finito le ultime due o tre cose sono sceso di sotto, per vedere cosa stava succedendo. Prima di guadagnare il backstage ho trovato materiale interessante per le mie interviste, quindi mi sono soffermato a fare il mio dovere.
A quel punto sono passato nel retro, dove vengono fatte le manualità, lontano dai proprietari, che potrebbero essere impressionabili da alcune azioni necessariamente cruente (come il prelievo di sangue) o per certi metodi energici con cui talvolta siamo costretti a contenere gli animali.
Mentre mi avvicino sento un gran baccano e un pungente odore di piscio mi schiaffeggia. Li per li penso che sia colpa della cucciola di golden retriever sterilizzata ieri e tenuta in boarding per la notte che è talmente sottomessa da pisciarsi addosso ogniqualvolta le si avvicina qualcuno, ma come riesco a vedere cosa succede capisco.
Dal canile è arrivato un cane, probabile incrocio tra golden e barbone, che è un rasta unico e puzza come un cesso dell'autogrill con l'aria condizionata rotta, il diciassette agosto.
Le technitians stanno lottando con lui per tosarlo, mentre Kristen li dietro sta facendo una pulizia dentale ad uno Yorkshire da due chili e Sara fa lo slalom tra tutti per andare a pescare nozioni da un libro e piroettare sui suoi passi in una danza da folletto, per riferire la gloriosa scoperta al proprietario. Tra un clinch e una presa, un'imprecazione e un colpo di rasoio elettrico le technitians a turno si allontanano dall'immondo essere per prelevare qualche campione di sangue, introdurre i clienti nelle stanze, insomma, per fare il loro lavoro di routine.
Dopo dieci minuti che sono li e che cerco di dare una mano, si decide di mollare l'impresa e di rimandarla a quando le acque in ambulatorio saranno più calme. Io a quel punto mi concedo un caffè e altre quattro interviste.
Tra le altre cose vado a telefonare a mia cugina Francesca, per avvertirla che venerdì vado a New York e per chiederle consigli su un ostello dove poter stare (per non andare a romperle le balle in casa). Quando scendo è mezzogiorno passato e le technitians sono di nuovo alle prese col cane del canile (che in realtà qui si chiama "shelter" che vuol dire rifugio e che accoglie sia cani che gatti). Sono riuscite in qualche modo a tosargli mezza zampa anteriore e parte del vello sulla schiena, che si alza come un unico cuscino massiccio.
Col cane sedato e comunque parecchia fatica una technitian riesce a staccare il pezzo di vello che copre l'orecchio destro del cane. Da solo quell'unico rasta peserà quasi mezzo chilo.
A quel punto però rasargli il pelo di dosso inizia ad essere doloroso per lui e piuttosto difficile per noi, siamo quindi costretti ad anestetizzarlo.
Le technitians vanno avanti col rasoio elettrico, io mi cimento in un barba e capelli con le forbici per le garze...poi cambia il turno e mi trovo il potere di un rasoio in mano. A quel punto inizia la parte divertente...mentre sono intento a fare un lavoro fatto bene (anche se è un cane dello shelter e anche se le cose devono essere fatte con una certa rapidità, ha comunque diritto a non sembrare del tutto ridicolo) centinaia, e non esagero, di pulci iniziano a brulicargli addosso mentre le zecche provano a sfuggirci cercando di penetrargli più a fondo nella carne.
Vedere quella povera bestia messa così m'ha fatto venire un groppo in gola. Ma magari era solo l'odore. Comunque mi son preso a cuore quella povera bestia e ho cercato di tosarlo il più dignitosamente possibile, andando a tosare perfino tra le dita, che ospitavano anche loro molteplici rasta. Purtroppo non ho foto dello scalpo: gli abbiamo staccato di dosso un pezzo di vello equivalente all'intero costato, l'intero addome e le zampe posteriori. Una chilata abbondante di pelo, piscio e sporco.
Quando ho finito con lui, erano le tre e mezza.
Mentre tosavo le zampe di quel povero animale, non so perché, m'è venuto da pensare alla gente che ripulisce i barboni e alla Madonna che si prende cura del cadavere di Cristo. Per una frazione di secondo (roba impensabile da parte mia) ho avuto la percezione che ci fosse qualcosa di nobilmente religioso in quello che facevo.
Alla fine, comunque, quel povero cane è in clinica, nudo bruco e con tanto affetto da dare. Spero per lui che trovi qualcuno che se ne prenda cura, perché sono convinto che sarà un ottimo cane.
Ho fatto le foto del prima, durante e dopo la cura, ma quelle del dopo la cura sono state fatte mentre gli facevano il bagno antipulci, ancora intubato, e potrebbero quindi impressionare i più sensibili. Se domani lo ritrovo ancora li vedo di fargliene una da sveglio, per far notare la differenza.
Ah, per quanto riguarda quella di peso, di differenza, tra quando l'abbiamo pesato prima di tosarlo e dopo, ha perso quattro libbre (un chilo e nove) di pelo.

Me ne sono tornato su per far baracca e burattini in modo da poter correre a casa a fare una doccia, ma son stato bloccato da Ryan in una conversazione piuttosto lunga, cui è seguita una skypefonata coi miei (che mi mancano un bel po') e il tentativo, fallito, di comprare il biglietto del treno per New York. I miei progetti iniziali son rimasti peregrini e ho deciso di tornare al mio lavoro.
Fatto sta che son sceso nuovamente per qualche intervista, riuscendo ad arrivare ad un totale di otto, oggi. Poche rispetto a quelle che avrei potuto fare, ma le interviste che mi son perso sono abbondantemente compensate dalla sensazione di aver fatto una buona azione con quel cane e dal piacere di aver parlato coi miei e di aver approfondito un po' la conoscenza di una persona nuova.
Domani sarà una lunga giornata, avrò parecchie cose da fare, come comprare il biglietto del treno e fare la prenotazione all'ostello (ancora da scegliere) e possibilmente raggiungere il traguardo delle 100 interviste, ormai non molto distante.
Vedremo cosa succederà...

1 Commenti:

Anonymous Anonimo ha detto...

sapevo che non sei nuovo all'utilizzo del pc come mezzo di comunicazione, conoscevo da tempo la tua dialettica e la ricercatezza e ricchezza nelle parole scovate, sapevo anche del tuo viaggio in america perchè ci siamo incontrati poco prima della tua partenza, quello che non sospettavo è che mi sarei ritagliato qualche minuto all'interno delle mie giornate di studio per venire a leggere di te e delle tue esperienze d'oltreoceano.
ti ringrazio quindi..
ma mai ti pagherò! :)

23 aprile 2009 23.50  

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