Beautiful Day
Stamattina mi sono svegliato presto dopo una nottata abbastanza riposante, mi son fatto una doccia appagante e sono andato in clinica con mio cugino dove ho stampato le schede di valutazione per la tesi.
Oggi ho cominciato con le interviste e sono riuscito a prendere i dati di 11 casi. Uno probabilmente non ha molto valore, visto che era un cucciolo di shitzu di 4 mesi talmente piccolo da starmi in una mano, ma intanto è un inizio che mi pare più che buono.
Mi sono stupito di me stesso e della naturalezza con cui, tutto sommato, mi sono raffrontato col pubblico e di come sia riuscito non solo a fare le mie interviste, ma anche a farle in modo tale che fossero più simili a chiacchierate che a pure e semplici botta e risposta.
Mi sono anche stupito della disponibilità delle persone che hanno tutte volentieri speso del tempo per rispondere alle mie domande. E sottolineo il volentieri. Un atteggiamento del genere ti mette veramente di buonumore e ti facilita di molto il lavoro. Di tutti mi sono rimaste impresse due vecchiette, una estremamente gentile ma un minimo "sospettosa" che ha cortesemente risposto a tutte le mie domande e mi ha poi trattenuto in una piacevole chiacchierata su Firenze e dintorni, visto che ha visitato la città.
L'altra signora con cui ho parlato era la moglie dell'ex proprietario della clinica che ha mio cugino adesso e che mi ha tessuto le sue lodi oltre che parlarmi molto animatamente (ricordandomi ogni volta che stava per dilungarsi che aveva poco tempo a disposizione) del suo cane e dei suoi problemi di allergia alimentare. Simpatica vecchietta, è stato davvero un piacere parlare con lei.
Comunque, oltre alle interviste oggi ho avuto anche il tempo di dare una mano dietro le quinte, dove si sono succeduti eventi eccezionali uno dietro l'altro.
Innanzitutto ho messo il mio primo catetere venoso, che non è affatto male.
Ho fatto un po' di macello col sangue, ma per essere la prima volta è stato un successo.
Il grosso cambiamento che gli Stati Uniti mi stanno portando a fare è quello di avere una minore paura di sbagliare e di tentare a buttarmi, ogni tanto. Un minimo di maggior sicurezza in sé stessi (che qui riescono a sintetizzare nel semplice termine selfconfidence) è proprio quello che mi ci voleva in questo periodo della mia vita.
Tra le altre cose accadute oggi, oltre al fatto che inizio ad avere un certo feeling con le technitians tale che scherzarci è diventata cosa abbastanza facile, mi son dovuto fiondare in sala operatoria a tener fermo un cane cui mio cugino stava facendo un'operazione in bocca, perché ha avuto la brillante idea di resistere all'anestesia e ci è voluto un po' prima di riuscire a stenderlo di nuovo.
Nel mentre correvo mollando tutto, la nuova tizia in prova (che ha dei bellissimi camici che restano intonsi a fine giornata) è rimasta impietrita con le mani in tasca.
Non so mio cugino che intenzioni abbia, ma a me non sta facendo una grande impressione.
Quella che dovrebbe venire in prova domani invece, ad una prima occhiata, mi pare una che sa il fatto suo (lo ammetto, ho sbirciato il suo curriculum che sembra promettente per il tipo di lavoro che deve fare)...domani (che poi sarà tra poco, rispetto a quando posterò il messaggio) vedremo.
Tra le altre cose degne di menzione, ho ricevuto una splendida notizia via mail e ho visto e sentito i miei su skype. Grande strumento, internet...
Adesso mi metto a letto, con riflessioni spicce sulla giornata e altre più filosofiche sulla relatività del tempo e della percezione.
Domani è un altro giorno e spero di sentirmi come oggi.
Oggi ho cominciato con le interviste e sono riuscito a prendere i dati di 11 casi. Uno probabilmente non ha molto valore, visto che era un cucciolo di shitzu di 4 mesi talmente piccolo da starmi in una mano, ma intanto è un inizio che mi pare più che buono.
Mi sono stupito di me stesso e della naturalezza con cui, tutto sommato, mi sono raffrontato col pubblico e di come sia riuscito non solo a fare le mie interviste, ma anche a farle in modo tale che fossero più simili a chiacchierate che a pure e semplici botta e risposta.
Mi sono anche stupito della disponibilità delle persone che hanno tutte volentieri speso del tempo per rispondere alle mie domande. E sottolineo il volentieri. Un atteggiamento del genere ti mette veramente di buonumore e ti facilita di molto il lavoro. Di tutti mi sono rimaste impresse due vecchiette, una estremamente gentile ma un minimo "sospettosa" che ha cortesemente risposto a tutte le mie domande e mi ha poi trattenuto in una piacevole chiacchierata su Firenze e dintorni, visto che ha visitato la città.
L'altra signora con cui ho parlato era la moglie dell'ex proprietario della clinica che ha mio cugino adesso e che mi ha tessuto le sue lodi oltre che parlarmi molto animatamente (ricordandomi ogni volta che stava per dilungarsi che aveva poco tempo a disposizione) del suo cane e dei suoi problemi di allergia alimentare. Simpatica vecchietta, è stato davvero un piacere parlare con lei.
Comunque, oltre alle interviste oggi ho avuto anche il tempo di dare una mano dietro le quinte, dove si sono succeduti eventi eccezionali uno dietro l'altro.
Innanzitutto ho messo il mio primo catetere venoso, che non è affatto male.
Ho fatto un po' di macello col sangue, ma per essere la prima volta è stato un successo.
Il grosso cambiamento che gli Stati Uniti mi stanno portando a fare è quello di avere una minore paura di sbagliare e di tentare a buttarmi, ogni tanto. Un minimo di maggior sicurezza in sé stessi (che qui riescono a sintetizzare nel semplice termine selfconfidence) è proprio quello che mi ci voleva in questo periodo della mia vita.
Tra le altre cose accadute oggi, oltre al fatto che inizio ad avere un certo feeling con le technitians tale che scherzarci è diventata cosa abbastanza facile, mi son dovuto fiondare in sala operatoria a tener fermo un cane cui mio cugino stava facendo un'operazione in bocca, perché ha avuto la brillante idea di resistere all'anestesia e ci è voluto un po' prima di riuscire a stenderlo di nuovo.
Nel mentre correvo mollando tutto, la nuova tizia in prova (che ha dei bellissimi camici che restano intonsi a fine giornata) è rimasta impietrita con le mani in tasca.
Non so mio cugino che intenzioni abbia, ma a me non sta facendo una grande impressione.
Quella che dovrebbe venire in prova domani invece, ad una prima occhiata, mi pare una che sa il fatto suo (lo ammetto, ho sbirciato il suo curriculum che sembra promettente per il tipo di lavoro che deve fare)...domani (che poi sarà tra poco, rispetto a quando posterò il messaggio) vedremo.
Tra le altre cose degne di menzione, ho ricevuto una splendida notizia via mail e ho visto e sentito i miei su skype. Grande strumento, internet...
Adesso mi metto a letto, con riflessioni spicce sulla giornata e altre più filosofiche sulla relatività del tempo e della percezione.
Domani è un altro giorno e spero di sentirmi come oggi.



3 Commenti:
Da come scrivi si sente proprio che stai rifiorendo. Ne sono proprio contento. :-)
Un abbraccio, Ghebbe.
Non vorrei che queste nuove esperienze e queste forti emozioni ti distraessero dalle cose importanti come......il fantacalcio...
Bob
Ecco infatti. Uno la propria scala gerarchica ce la deve avere ben chiara in testa.
E' chiaro che dopo la salute, vengano il fantacalcio, gli amici, la famiglia, il calcio, il pc, il poker, la XBox, la donna e poi il lavoro.
Oh, il lavoro è sempre nella "Top Ten", eh!
Ghebbe
Posta un commento
<< Home page